Il costo nascosto della qualità dell’aria negli ambienti di lavoro

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Quando un’impresa analizza i propri costi, prende normalmente in considerazione voci facilmente identificabili: energia, personale, manutenzione, logistica, materie prime, tecnologie, servizi.

Esistono però fattori più difficili da individuare perché non compaiono direttamente in una fattura o in una voce di bilancio.

La qualità dell’ambiente in cui le persone lavorano è uno di questi.

Temperatura, umidità, ventilazione, presenza di particolato, contaminanti e qualità complessiva dell’aria contribuiscono a determinare le condizioni nelle quali, ogni giorno, migliaia di persone lavorano, si spostano o ricevono servizi.

Quando queste condizioni non sono adeguatamente gestite, il problema non riguarda soltanto il comfort.

Può diventare anche un tema organizzativo ed economico.

Un costo che difficilmente viene attribuito all’ambiente

Un impianto che si ferma produce un costo immediatamente identificabile.

Un macchinario inefficiente può essere analizzato attraverso consumi, manutenzione e produttività.

È molto più difficile attribuire un valore economico alle condizioni ambientali nelle quali operano le persone.

Eppure la qualità dell’aria indoor può incidere sul comfort, sul benessere e sulle condizioni nelle quali vengono svolte le attività.

Il problema è che questi effetti tendono a distribuirsi nel tempo.

Non esiste necessariamente un singolo evento al quale attribuire il costo. Esistono piuttosto piccole inefficienze che, sommandosi, possono assumere una rilevanza organizzativa.

È proprio questa caratteristica a rendere il fenomeno particolarmente interessante per le imprese.

Quando l’ambiente diventa una variabile organizzativa

Pensiamo a una struttura nella quale lavorano centinaia o migliaia di persone.

Un aeroporto.

Uno stabilimento industriale.

Un centro logistico.

Un grande edificio direzionale.

Una struttura sanitaria.

In questi luoghi l’ambiente non è semplicemente lo spazio fisico nel quale viene svolta un’attività.

È parte dell’infrastruttura che permette all’organizzazione di funzionare.

La qualità dell’aria diventa quindi una delle numerose variabili che possono contribuire alla qualità complessiva dell’ambiente di lavoro.

Ed è qui che il tema assume una prospettiva diversa.

Non si tratta soltanto di chiedersi se un ambiente sia stato pulito o sanificato.

La domanda diventa:

quali condizioni ambientali vengono mantenute mentre l’organizzazione continua a funzionare?

Persone, produttività e qualità dell’ambiente

Negli ultimi anni la ricerca ha dedicato crescente attenzione alla relazione tra qualità degli ambienti indoor e performance delle persone.

La questione deve essere affrontata con equilibrio.

La produttività dipende da moltissimi fattori: organizzazione, competenze, tecnologie, leadership, motivazione, carico di lavoro e caratteristiche individuali.

Sarebbe quindi scorretto attribuire alla qualità dell’aria un rapporto automatico di causa-effetto sulla produttività.

Esistono però evidenze che indicano come le condizioni dell’ambiente indoor possano rappresentare una delle variabili da considerare.

Questo significa che la qualità dell’ambiente smette progressivamente di essere soltanto una questione tecnica e può entrare nelle valutazioni di Facility Management, HSE, HR e management.

Il costo delle piccole inefficienze

Il punto più interessante emerge quando osserviamo la dimensione dell’organizzazione.

In una struttura con poche persone, una variazione marginale delle condizioni operative può avere conseguenze limitate.

Quando però centinaia o migliaia di persone utilizzano ogni giorno lo stesso ambiente, anche fenomeni apparentemente marginali possono assumere un’altra dimensione.

È lo stesso principio che governa molti processi industriali.

Una piccola inefficienza ripetuta migliaia di volte non è più una piccola inefficienza.

Diventa un costo.

Per questo la qualità dell’ambiente dovrebbe essere osservata anche attraverso una prospettiva economica.

Non soltanto chiedendosi:

“Quanto costa migliorare la qualità dell’aria?”

ma anche:

“Quanto può costare non gestirla?”

Sono due domande profondamente diverse.

Oltre il costo diretto: continuità operativa e reputazione

Esiste poi una seconda dimensione, ancora più difficile da contabilizzare.

La percezione dell’ambiente.

Clienti, dipendenti, fornitori, visitatori e stakeholder valutano sempre più attentamente la qualità degli spazi nei quali trascorrono il proprio tempo.

Un ambiente curato comunica attenzione.

Un ambiente controllato comunica organizzazione.

La capacità di dimostrare che determinate condizioni vengono monitorate e gestite può contribuire alla percezione complessiva dell’affidabilità dell’organizzazione.

Questo aspetto diventa particolarmente rilevante nei luoghi caratterizzati da elevata frequentazione o da una particolare sensibilità delle attività svolte.

La qualità ambientale entra così in relazione con temi più ampi: Workplace Wellbeing, responsabilità aziendale, gestione delle persone, continuità operativa e, in alcuni contesti, strategie ESG.

Dalla spesa all’investimento

Per molto tempo gli interventi dedicati alla qualità degli ambienti sono stati considerati prevalentemente come un costo.

La prospettiva sta cambiando.

Se l’ambiente viene considerato una componente dell’infrastruttura operativa, le risorse destinate al suo controllo possono essere valutate secondo una logica differente.

Non significa sostenere che ogni investimento produca automaticamente un ritorno economico.

Significa iniziare a misurare ciò che fino a ieri veniva considerato semplicemente una condizione accessoria.

È lo stesso passaggio che molte organizzazioni hanno già compiuto con la manutenzione, la cybersecurity, la sicurezza e l’efficienza energetica.

Prima si interviene quando emerge il problema.

Successivamente si comprende che monitorare e prevenire può essere più efficace che reagire.

La qualità dell’aria come parametro da gestire

La vera evoluzione, quindi, non consiste semplicemente nell’aggiungere nuove tecnologie all’interno degli edifici.

Consiste nel cambiare il modo in cui consideriamo l’ambiente.

Se la qualità dell’aria può influire sulle condizioni nelle quali le persone lavorano e le organizzazioni operano, diventa ragionevole iniziare a trattarla come una variabile da conoscere, monitorare e gestire.

Non tutto ciò che genera un costo compare immediatamente nel bilancio.

Alcuni costi rimangono distribuiti nei processi, nelle inefficienze, nelle assenze, nelle interruzioni e nella qualità dell’esperienza delle persone.

Ed è proprio per questo che possono essere difficili da vedere.

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